Mostra fotografica "Dalla parte sbagliata del mondo?" - Progetto e realizzazione
Il progetto e le motivazioni...
Credo che non sia importante la forma di una bottiglia di vetro se contiene un buon vino ma credo che questa debba comunque rappresentarne le caratteristiche.

L'idea della struttura della mostra fotografica è pensata per rappresentare la realtà che le foto descrivono, se poi la rispecchi realmente questo è da vedere.
La composizione che ricorda alla lontana cubismo e decostruttivismo vuole rimandare al degrado e alla irregolarità caotica di certi scorci che si vedono nei paesi in via di sviluppo e il disfacimento architettonico dei posti poveri di questi paesi. Come molti paesi questa sembra fragile e precaria, ma in realtà resta in piedi anche da sola e raggiunge la stabilità grazie a piccoli sostegni, mirati, non invasivi e quasi non visibili.
Basta poco...

I fili multicolore rappresentano le diverse culture, che grazie alla cooperazione si intersecano creando un unica ragnatela, una rete di contatti tra diversi paesi. I fili reggono le realtà rappresentate dalle foto e vuole essere il paragone di come le realtà rappresentate in queste, spesso, sono appese ad un filo, e in questo caso i fili sono la rete di cooperazione.

I materiali sono materiali poveri, legno di abete, filo colorato da piombo e spago, non potevamo e sopratutto non volevamo spendere tanto per rendere la struttura più rappresentativa.
É stata una bella esperienza ed è stato divertente sia nella fase progettuale sia in quella realizzativa.
Ringrazio per il prezioso contributo tutti i membri di ISF ma in particolare: Stefano Mascia, Luisa Panu e Carlo Pirastru.
Davide Monni


L'idea della struttura della mostra fotografica è pensata per rappresentare la realtà che le foto descrivono, se poi la rispecchi realmente questo è da vedere.
La composizione che ricorda alla lontana cubismo e decostruttivismo vuole rimandare al degrado e alla irregolarità caotica di certi scorci che si vedono nei paesi in via di sviluppo e il disfacimento architettonico dei posti poveri di questi paesi. Come molti paesi questa sembra fragile e precaria, ma in realtà resta in piedi anche da sola e raggiunge la stabilità grazie a piccoli sostegni, mirati, non invasivi e quasi non visibili.
Basta poco...

I fili multicolore rappresentano le diverse culture, che grazie alla cooperazione si intersecano creando un unica ragnatela, una rete di contatti tra diversi paesi. I fili reggono le realtà rappresentate dalle foto e vuole essere il paragone di come le realtà rappresentate in queste, spesso, sono appese ad un filo, e in questo caso i fili sono la rete di cooperazione.

I materiali sono materiali poveri, legno di abete, filo colorato da piombo e spago, non potevamo e sopratutto non volevamo spendere tanto per rendere la struttura più rappresentativa.
É stata una bella esperienza ed è stato divertente sia nella fase progettuale sia in quella realizzativa.
Ringrazio per il prezioso contributo tutti i membri di ISF ma in particolare: Stefano Mascia, Luisa Panu e Carlo Pirastru.
Davide Monni
